Di quante stupide cose parlano gli uomini,
non ammetono a se stessi di avere paura di aver coraggio,
evitano di guardare dritto negli occhi di chi li rimprovera,
cercano il perdono facile di chi li ama,
si nascondono se sospettati d'averla fatta grossa,
offrono sempre la fetta più piccola e poi presi dal rimorso danno la differenza credendo che non ci abbiamo fatto caso,
non conoscono rimorsi nè rimpianti tanto è passato,
il loro sesto senso,chissà perchè arriva sempre dopo il nostro,
hanno l'ultima parola,ma non a fatti,
...e poi una sera con gli amici davanti ad una birra,credono di parlare di cose che noi neppure immaginiamo,ma che sappiamo prima che gli venga in mente pronunciare..."chi le capisce le donne!"
UN MODO COME UN ALTRO DI ESPRIMERSI ATTRAVERSO LE PAROLE. tO EVERYONE OUTSIDE THERE...
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sabato 31 marzo 2012
l'importanza della birra
Sono una guida turistica e CEO del Tour Operator Italian art tours grazie al quale organizzo viaggi in Italia per clienti da tutto il mondo. Sono laureata in Beni culturali per operatori del turismo, mi piace scrivere di arte e storia legate a Roma.
Appassionata di storia dell'arte.
tania@italianarttours.com
venerdì 30 marzo 2012
La Nike di Samotracia
Scultura di III sec A.C. proveniente dall'omonima isola,tra le più famose dei nostri tempi e più visitate anche a livello turistico mondiale.Sarà curioso sapere che la statua apparteneva ad un monumento commemorativo creato certamente per i Cabiri in onore di una loro vittoria navale,e proprio a questo scopo la Nike era collocata sulla prua di una nave.Ora,riflettendo in generale posso immaginare la difficoltà di un pittore nel riprodurre una scena in movimento in un quadro,posso immaginare il sudore dello scultore che crea una forma dinamica dal legno,ma proprio non riesco a capire come il talento manifatturiero dell'uomo possa creare il movimento dal marmo,è sempre stato un concetto piuttosto scioccante nella mia testa (ovviamente in tutto il suo più ammirevole significato).
Questo è l'aspetto che mi colpisce di più negli scultori in generale come il Bernini o Thordvalsen,grandi artisti che hanno reso leggero il marmo nel 600 e 800,ma l'idea che una tale opera sia stata realizzata più di duemila anni fa mi lascia senza parole.
Il risultato di leggerezza e movimento al tempo stesso lascia veramente senza parole,se si pensa che sono due risultati davvero ardui da ottenere nella stessa scultura:il panneggio è perfetto,sembra di sfiorare il tessuto che avvolge il ventre della Nike,come se la veste fosse bagnata ,e qui c'è la perla dell'opera:l'idea di consistenza materica che sembra uscire dal marmo e divenire "reale" tanto da poterla toccare e sentire l'umidità della veste.La Nike era rappresentata nel momento in cui stava per appoggiarsi sul lato della nave e quindi nel momento "limite" tra movimento e arresto e questo attimo è colto in tutta la sua verità in questa Nike che sembra attraversata da un vento che le getta indietro la veste.Questo è l'esempio di straordinaria abilità manuale quanto concettuale di un artista che purtroppo rimane anonimo,ma il cui nome per bravura avrebbe riecheggiato attraverso i secoli e di cui avremmo sicuramente ampiamente approfondito gli aspetti stilistici,se le condizioni e le casualità lo avessero permesso...
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lunedì 26 marzo 2012
l'amore senza volto
C'è sempre stato un solo pensiero a cui riuscivo ad associare questo dipinto di Magritte,ovvero:"idealizzazione dell'amore".
E sempre soltanto le parole di una bellissima canzone di Mia Martini "Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu il resto di una gioventù che ormai non ho più.E continuo sulla stessa via sempre ubriaca di malinconia,ora ammetto che la colpa forse è solo mia,avrei dovuto perderti e invece ti ho cercato...io non so l'amore vero che sorriso ha,gli amori vanno e vengono la vita è così..."
Questa immagine mi fa pensare a chi vede l'amore nelle proprie emozioni ,riponendolo nelle persone sbagliate proprio perchè non può guardarlo negli occhi.
le parole della cantante esprimono perfettamente il disagio di una donna che ha inseguito un uomo incapace di amarla e il momento più triste è proprio quando dice "io non so l'amore vero che sorriso ha" e rivedo la donna di questo quadro che come molte altre amano un'idea d'amore senza "vederlo".
Spero che chi si riveda in questo quadro abbia il coraggio di ridisegnare il volto del proprio uomo,ma prima di arrivare a fare questo deve riuscire a ricostruire il proprio...non solo mentalmente...
E sempre soltanto le parole di una bellissima canzone di Mia Martini "Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu il resto di una gioventù che ormai non ho più.E continuo sulla stessa via sempre ubriaca di malinconia,ora ammetto che la colpa forse è solo mia,avrei dovuto perderti e invece ti ho cercato...io non so l'amore vero che sorriso ha,gli amori vanno e vengono la vita è così..."
Questa immagine mi fa pensare a chi vede l'amore nelle proprie emozioni ,riponendolo nelle persone sbagliate proprio perchè non può guardarlo negli occhi.
le parole della cantante esprimono perfettamente il disagio di una donna che ha inseguito un uomo incapace di amarla e il momento più triste è proprio quando dice "io non so l'amore vero che sorriso ha" e rivedo la donna di questo quadro che come molte altre amano un'idea d'amore senza "vederlo".
Spero che chi si riveda in questo quadro abbia il coraggio di ridisegnare il volto del proprio uomo,ma prima di arrivare a fare questo deve riuscire a ricostruire il proprio...non solo mentalmente...
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sabato 24 marzo 2012
Caravaggio rifiutato
Dopo
le tele delle cappelle Contarelli e Cerasi,(rispettivamente nelle
chiese di S.Luigi dei Francesi e S.Maria del Popolo,per capirci) il
talento del Caravaggio non passò inosservato tanto che gli venne
commissionato il lavoro più edificante al quale un artista potesse
aspirare,ovvero una tela destinata ad uno dei sette altari nella nuova
basilica di S.Pietro.L'artista si armò di entusiasmo ed impiegò i
massimi mezzi a lui disponibili nell'impresa e nacque così la "Madonna
dei Palafrenieri".Ma il dipinto venne giudicato non idoneo per il massimo centro spirituale a cui la cristianità mondiale rivolgeva i propri occhi e preghiere.
Ora guardate il dipinto con attenzione e chiedetevi cosa possa esserci di anticonvenzionale o anticlericale in questo quadro dalle alte aspettative deluse.Errore iconografico?Errato messaggio religioso?Errata scelta dei colori?Niente di tutto ciò.
Il problema è molto più sociale di quanto si possa immaginare,infatti risiede proprio nel modo in cui i personaggi sono raffigurati,ovvero come umili persone contemporanee.Non è la prima nè l'ultima volta che Caravaggio rappresenta personaggi biblici nelle vesti dei suoi poveri contemporanei,suoi simili e questa scelta fu il motivo di repulsione che fece gridare allo scandalo la chiesa.Sarebbe stato inaccettabile permettere che Maria fosse raffigurata nelle vesti di una popolana qualunque e che S.Anna fosse rappresentata nella sua vecchiaia senza nascondere le profonde rughe.
Il dipinto fu poi acquistato dal nipote del Papa,Scipione Borghese e non a caso oggi è ancora conservato nell'omonima galleria.
Al di là delle ragioni etiche,religiose o sociali che si possono tirare in ballo in questa vicenda,non si può fare a meno di sottolineare l'importanza che ebbe per l'artista mantenere la "sua" visione del contemporaneo,la "sua" prospettiva da altri giudicata immorale, di rappresentare l'umanità religiosa nella dignità della povera gente altrettanto umana,dai piedi gonfi,sporchi o dagli abiti consumati dal lavoro.
Caravaggio ottenne sicuramente più nemici con il suo atteggiamento che consensi,specialmente in un momento in cui le committenze dettavano legge all'artista che doveva pur mangiare,questo non fermò la sua mano guidata dalla propria ispirazione e mi fa pensare che dopo quattro secoli non si è perso l'uso a "modificare" o "coprire" ciò che non ci piace oggi per giunta siamo aiutati da tanta tecnologia e per noi è ancor più facile,ma dopo aver modificato,migliorato,compensato esteriormente quello che disturba il senso estetico comune,cosa resta di originale nei pensieri?Cosa distingue un essere umano dall'altro?Siamo diversi e preservare la propria individualità credo sia lo scopo principale nella vita di ciascuno,come Caravaggio ha difeso la propria arte,dovremmo anche noi difendere la nostra natura artistica senza mutevoli consensi esterni,ma ascoltando solo i nostri istinti.
Ora guardate il dipinto con attenzione e chiedetevi cosa possa esserci di anticonvenzionale o anticlericale in questo quadro dalle alte aspettative deluse.Errore iconografico?Errato messaggio religioso?Errata scelta dei colori?Niente di tutto ciò.
Il problema è molto più sociale di quanto si possa immaginare,infatti risiede proprio nel modo in cui i personaggi sono raffigurati,ovvero come umili persone contemporanee.Non è la prima nè l'ultima volta che Caravaggio rappresenta personaggi biblici nelle vesti dei suoi poveri contemporanei,suoi simili e questa scelta fu il motivo di repulsione che fece gridare allo scandalo la chiesa.Sarebbe stato inaccettabile permettere che Maria fosse raffigurata nelle vesti di una popolana qualunque e che S.Anna fosse rappresentata nella sua vecchiaia senza nascondere le profonde rughe.
Il dipinto fu poi acquistato dal nipote del Papa,Scipione Borghese e non a caso oggi è ancora conservato nell'omonima galleria.
Al di là delle ragioni etiche,religiose o sociali che si possono tirare in ballo in questa vicenda,non si può fare a meno di sottolineare l'importanza che ebbe per l'artista mantenere la "sua" visione del contemporaneo,la "sua" prospettiva da altri giudicata immorale, di rappresentare l'umanità religiosa nella dignità della povera gente altrettanto umana,dai piedi gonfi,sporchi o dagli abiti consumati dal lavoro.
Caravaggio ottenne sicuramente più nemici con il suo atteggiamento che consensi,specialmente in un momento in cui le committenze dettavano legge all'artista che doveva pur mangiare,questo non fermò la sua mano guidata dalla propria ispirazione e mi fa pensare che dopo quattro secoli non si è perso l'uso a "modificare" o "coprire" ciò che non ci piace oggi per giunta siamo aiutati da tanta tecnologia e per noi è ancor più facile,ma dopo aver modificato,migliorato,compensato esteriormente quello che disturba il senso estetico comune,cosa resta di originale nei pensieri?Cosa distingue un essere umano dall'altro?Siamo diversi e preservare la propria individualità credo sia lo scopo principale nella vita di ciascuno,come Caravaggio ha difeso la propria arte,dovremmo anche noi difendere la nostra natura artistica senza mutevoli consensi esterni,ma ascoltando solo i nostri istinti.
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giovedì 2 febbraio 2012
il suprematismo di Malevic
Se la domanda che vi state ponendo è :"cosa ci fa una mucca su un violino?" siete lontani dalla strada che Malevich vuole suggerirvi,ovvero quel procedimento mentale che vada al di là dell'oggettività del reale.Ma che vuol dire?Che dovete uscire dalla logica dell'esperienza conosciuta,mettere in crisi la ragione creando un al di là della ragione che lui definisce non a caso "Alogismo".Il linguaggio da cui parte Malevich è cubofuturista (intreccio di diamica futurista con scomposizione cubista)il resto spetta a noi per capire ciò che qui è trasmesso,andando al di là della razionalità e non a caso pochi anni dopo sarà quell'irrazionalità a spingerlo oltre il cubismo trasformandosi nello "zero delle forme"come lui stesso afferma.
il passo a cui arriverà sarà al di sopra di ogni previsione con il "SUPREMATISMO" con il quale l'arte predomina sull'oggettività delle apparenze reali.Quindi staccarsi dal reale per arrivare oltre in un operazione di astrattismo,ma in modo diverso rispetto Mondrian che applica segni naturali,Malevich utilizza forme lontane dalla realtà,forse anche di più.Sono le forme che ci provano che la nostra intuizione ha costruito le forme dal nulla,e nell'oggettività che abbiamo creato si perdono e con esse le nostre convinzioni.
Il suprematismo è un atto spirituale che consente all'uomo di circondarsi degli strumenti della ragione utilitaria,ma che crea allo stesso tempo anche un nuovo realismo.
Qui mi fermo e aggiungo che se per Malevich,dal suprematismo si crea un realismo fatto di forme provenienti dalla ragione utilitaria,io credo che per capire "la mucca e il violino" l'uomo dovrebbe liberarsi dai preconcetti che per sua natura creerà in qualunque liberazione mentale,anche lì riuscirà a porre limiti che daranno un senso diverso alla vera intenzione dell'artista forse,è meglio rimanere sospesi in quel dubbioso silenzio che non deve spiegare ciò a chi può solo distruggere.
il passo a cui arriverà sarà al di sopra di ogni previsione con il "SUPREMATISMO" con il quale l'arte predomina sull'oggettività delle apparenze reali.Quindi staccarsi dal reale per arrivare oltre in un operazione di astrattismo,ma in modo diverso rispetto Mondrian che applica segni naturali,Malevich utilizza forme lontane dalla realtà,forse anche di più.Sono le forme che ci provano che la nostra intuizione ha costruito le forme dal nulla,e nell'oggettività che abbiamo creato si perdono e con esse le nostre convinzioni.
Il suprematismo è un atto spirituale che consente all'uomo di circondarsi degli strumenti della ragione utilitaria,ma che crea allo stesso tempo anche un nuovo realismo.
Qui mi fermo e aggiungo che se per Malevich,dal suprematismo si crea un realismo fatto di forme provenienti dalla ragione utilitaria,io credo che per capire "la mucca e il violino" l'uomo dovrebbe liberarsi dai preconcetti che per sua natura creerà in qualunque liberazione mentale,anche lì riuscirà a porre limiti che daranno un senso diverso alla vera intenzione dell'artista forse,è meglio rimanere sospesi in quel dubbioso silenzio che non deve spiegare ciò a chi può solo distruggere.
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domenica 4 dicembre 2011
The Archaeology News Network: 'Cowboy builders' blamed for crumbling Colosseum
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martedì 29 novembre 2011
Il candelabro di S.Paolo fuori le mura oltre ad essere tra i più antichi di Roma ha anche la particolarità della sua funzione che è liturgica,infatti ogni sabato santo viene acceso il cero in segno di attesa della resurrezione di Cristo.
Opera del Vassalletto ,costruito nel XII secolo,il candelabro presenta iconografie tratte dalla passione di Cristo (a parte la zona basamentale con figure femminili e sfingi)che ne fanno un repertorio inedito nella storia dei candelabri.Visibile una certa apertura della scultura romana verso l'elemento gotico.
Opera del Vassalletto ,costruito nel XII secolo,il candelabro presenta iconografie tratte dalla passione di Cristo (a parte la zona basamentale con figure femminili e sfingi)che ne fanno un repertorio inedito nella storia dei candelabri.Visibile una certa apertura della scultura romana verso l'elemento gotico.
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giovedì 24 novembre 2011
Area sacra nel cuore di Roma
Questa è la ricostruzione dei templi di cui oggi rimangono i basamenti a Largo di Torre Argentina.
Si tratta di quattro templi repubblicani,il più antico dei quali datato tra il V e III sec. A.C. e denominato TEMPIO C ,era un tempio periptero senza posticum,dedicato a Feronia un'antica divinità italica.
In ordine cronologico abbiamo il TEMPIO A (metà III sec. A.C.) la cui attribuzione sarebbe ancora incerta tra Giunone o Giuturna,comunque si tratta di un periptero canonico.
Passiamo al TEMPIO D (inizio II sec. A.C.) e si identifica con i Lari Permarini.
Il TEMPIO B,quello più giovane si fa per dire (fine II sec. A.C.) fondato da Lutazio Catulo e Mario a seguito della vittoria sui Cimbri e detto "tempio della fortuna del giorno presente".L'unico a pianta circolare su podio e colonne corinzie.
Ad ovest dei templi c'era la curia di Pompeo,ovvero il luogo in cui avevano luogo le sedute del senato,(almeno fin quando venne costruita la curia Iulia nel foro) e luogo ancor più noto per il brutale assasinio di Giulio Cesare alle idi di Marzo,proprio in questa Curia costruita dal suo triumviro e poi illustre nemico,Pompeo.
Per ironia della sorte,Cesare fu assasinato proprio nell'edificio di costruzione del suo più celebre nemico che qui sembrava far risuonare l'eco della sua vendetta contro l'uomo che quattro anni prima lo aveva sconfitto nella battaglia di Farsalo.
Quando il caso ha un'ironia più grande di qualunque volontà umana.
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mercoledì 23 novembre 2011
Taglio tagliente!!!
Oggi taglio di capelli e di rami secchi!!!
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venerdì 18 novembre 2011
I SeGrEti Di LeOnArDo
Tra sospetti divenuti sempre più certezze,sembrerebbe che Leonardo dietro ai suoi quadri,non celasse soltanto i segreti delle varie aggregazioni religiose più o meno accertate della sua epoca che hanno ispirato la fantasia di fortunati scrittori contemporanei,ma nascondesse verità che vanno ben oltre l'ambiguità sessuale dei soggetti o le duplici interpretazioni dei sorrisi mistici delle sue madonne.A fronte di una chiesa spietata,che in quel momento reprimeva a qualunque costo le manifestazioni di pensiero che andassero contro i dettami dell'inquisizione,Leonardo escogitò un metodo abbastanza sicuro per comunicare non solo ai suoi contemporanei,ma soprattutto a noi ciò che in quel momento era in mano alla scienza,ovvero aveva nascosto i reali messaggi dietro gli angoli dei paesaggi,o i capelli di un Battista o un semplice gesto,le ammonizioni ad una umanità sempre più inconsapevole e menefreghista nei confronti della natura.Dalla lettura dei suoi scritti sappiamo che Leonardo era un visionario ossessionato dall'idea che le catastrofi naturali avrebbero portato all'estinzione del genere umano,conosceva gli effetti climatici e le conseguenze del riscaldamento globale,aveva predetto alluvioni,frane e smottamenti della terra secoli prima che tutto ciò avvenisse.Leonardo studiava la natura attraverso la sua osservazione e da ciò riusciva a ricavare i calcoli delle conseguenze che di lì a poco sarebbero arrivate.Così tra i capelli del Battista si nasconde il vortice della tempesta e dietro l'indice alzato la direzione dell'unica via di salvezza per l'umanità.L'uomo costruisce,disbosca,taglia e mette cemento dove c'erano fiumi,torrenti provocando danni irreparabili:la natura risponderà a queste "inavasioni di campo",lo sta già facendo e se l'uomo non rispetterà le regole naturali è destinato all'estinzione.Questo il messaggio del maestro che più di cinquecento anni fa trovò le leggi fisiche che avrebbero permesso ai nostri aerei di decollare.
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sabato 12 novembre 2011
l'incubo
Tra le opere più celebri di Fussli è senza dubbio "incubo".Pittore visionario che insieme a Blake si è defilato dalla poetica romantica dell'eroe che tanto andava di moda in quegli anni in Inghilterra,per dare ampio spazio ad una produzione mistica del tutto originale che ancora oggi rimane fortemente impressa nelle nostre menti.A parte l'impatto scenico di questo quadro,che da più l'idea di vedere i personaggi sopra un palco piuttosto che attaccati ad una parete,devo dire che più delle pose mi tocca il contrasto dato dallo sfondo nero e la scintillante veste bianca della donna che è riuscito a creare il pittore.Da notare la reminiscenza caravaggesca data dalla tenda rossa da cui sembra uscire l'allucinante cavallo.
Questo genere di quadri suscitano sempre reazioni forti e del tutto diverse:repulsione,curiosità,stupore,ammirazione,fascino,
inquietudine...nel mio caso è stata più una sensazione di comprensione cioè ,ho sentito di comprendere qualcosa nel quadro (senza capire cosa all'inizio)come se in quella scena ci fosse qualcosa che riuscivo ad afferrare,ma non a spiegare...in fondo chi non viene ucciso ogni volta dai propri demoni?
Questo genere di quadri suscitano sempre reazioni forti e del tutto diverse:repulsione,curiosità,stupore,ammirazione,fascino,
inquietudine...nel mio caso è stata più una sensazione di comprensione cioè ,ho sentito di comprendere qualcosa nel quadro (senza capire cosa all'inizio)come se in quella scena ci fosse qualcosa che riuscivo ad afferrare,ma non a spiegare...in fondo chi non viene ucciso ogni volta dai propri demoni?
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Appassionata di storia dell'arte.
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giovedì 3 novembre 2011
se non ci fosse stato Lutero...
E se Lutero non avesse sferrato il suo attacco alla chiesa a suon di carta ugolatrice con le sue "Tesi di Wittemberg" e la chiesa non avesse reagito con le sue regole iconografiche e architettoniche,oggi non avremmo la chiesa del Gesù di cui qui la pianta.
Questo è un momento in cui chi l'arte la fa o la commissiona,deve seguire delle regole precise pena, l'accusa di eresia,seguita da processo che nel più dei casi tendeva alla pena di morte.
Se da parte sua Lutero respingeva la venerazione delle immagini della Madonna e santi,dall'altro il Papa si procura i migliori artisti in campo per l'esaltazione della sacra famiglia (compresa di santi e non solo).
Al Vignola il compito di progettare la chiesa sotto rigide disposizioni del cardinale Alessandro Farnese,nulla venne lasciato al caso cercando l'effetto sorpresa con la scelta di un'unica navata,che migliorava l'acustica :i fedeli non avrebbero perso la vibrazione delle parole del predicatore.Venne curata anche l'illuminazione e create cappelle laterali per la raccolta del fedele,ma cosa ancor più singolare,il trensetto è quasi inesistente per dare più omogeneità allo spazio.Entrare in questa chiesa senza conoscere questi "retroscena" può dare la sensazione di trovarsi in una semplice chiesa in cui pregare,ma pensare che tutto fu studiato per opporsi al crescere di un disagio di una miscredenza nei confronti di una istituzione che perdeva credibiltà mi fa chiedere se sia davvero rassicurante pregare in una chiesa "moderna" dall'enorme cupola che avvolge la mia testa e i miei pensieri...
Questo è un momento in cui chi l'arte la fa o la commissiona,deve seguire delle regole precise pena, l'accusa di eresia,seguita da processo che nel più dei casi tendeva alla pena di morte.
Se da parte sua Lutero respingeva la venerazione delle immagini della Madonna e santi,dall'altro il Papa si procura i migliori artisti in campo per l'esaltazione della sacra famiglia (compresa di santi e non solo).
Al Vignola il compito di progettare la chiesa sotto rigide disposizioni del cardinale Alessandro Farnese,nulla venne lasciato al caso cercando l'effetto sorpresa con la scelta di un'unica navata,che migliorava l'acustica :i fedeli non avrebbero perso la vibrazione delle parole del predicatore.Venne curata anche l'illuminazione e create cappelle laterali per la raccolta del fedele,ma cosa ancor più singolare,il trensetto è quasi inesistente per dare più omogeneità allo spazio.Entrare in questa chiesa senza conoscere questi "retroscena" può dare la sensazione di trovarsi in una semplice chiesa in cui pregare,ma pensare che tutto fu studiato per opporsi al crescere di un disagio di una miscredenza nei confronti di una istituzione che perdeva credibiltà mi fa chiedere se sia davvero rassicurante pregare in una chiesa "moderna" dall'enorme cupola che avvolge la mia testa e i miei pensieri...
Sono una guida turistica e CEO del Tour Operator Italian art tours grazie al quale organizzo viaggi in Italia per clienti da tutto il mondo. Sono laureata in Beni culturali per operatori del turismo, mi piace scrivere di arte e storia legate a Roma.
Appassionata di storia dell'arte.
tania@italianarttours.com
martedì 25 ottobre 2011
Cecilia Metella
Questa è la ricostruzione della tomba di Cecilia Metella,moglie di Marco Licinio Crasso (figlio del triumviro Crasso),datato alla seconda metà del primo secolo a.C.
Il mausoleo,sorge al III miglio dell'Appia e voleva sottolineare l'importanza della famiglia di Metella,piuttosto che della stessa.Il monumento a pianta circolare,si innalzava su un basamento quadrangolare in opera cementizia.
Il mausoleo,sorge al III miglio dell'Appia e voleva sottolineare l'importanza della famiglia di Metella,piuttosto che della stessa.Il monumento a pianta circolare,si innalzava su un basamento quadrangolare in opera cementizia.
Successivamente,nel XIII sec il mausoleo che già era possesso pontificio, venne fortificato ad opera dei Catanei (famiglia di Bonifacio VIII).Nel recinto vennero inclusi oltre alle torri e il borgo,una chiesa intitolata a S.Nicola di Bari di cui oggi rimane solo la struttura muraria.
Il castello fu poi occupato dalle famiglie più potenti del '500 come i Savelli,Orsini,Colonna,Cenci fino ai Torlonia.
Sono una guida turistica e CEO del Tour Operator Italian art tours grazie al quale organizzo viaggi in Italia per clienti da tutto il mondo. Sono laureata in Beni culturali per operatori del turismo, mi piace scrivere di arte e storia legate a Roma.
Appassionata di storia dell'arte.
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La prima neve dell'anno
Questa mattina mi sono svegliata con una sorpresa: tanta neve fuori dalla mia finestra!!!lo scenario è stupendo e non posso fare a meno di essere felice!!Certo è un pò presto per tutta questa neve,ma è fantastico!In fondo anche questa è un'opera d'arte...naturale!!!
Sono una guida turistica e CEO del Tour Operator Italian art tours grazie al quale organizzo viaggi in Italia per clienti da tutto il mondo. Sono laureata in Beni culturali per operatori del turismo, mi piace scrivere di arte e storia legate a Roma.
Appassionata di storia dell'arte.
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sabato 22 ottobre 2011
La cista ficoroni
Un regalo di nozze di duemilatrecento anni fa... ebbene si,anche
allora le mamme facevano regali per il matrimonio delle figlie proprio come oggi fanno le nostre.
La cista serviva per contenere gli oggetti da toilette e mi tocca particolarmente perchè mi ricorda l'amore che mia madre ha messo per i peparativi del mio recente matrimonio.
Sentimenti a parte la paticolarità storica sta nel fatto che questo è il primo in cui appare il nome di Roma,dato molto importante se pensiamo che è proprio in questi anni che Roma si sta estendendo al di fuori del suo territorio,e che la cista proviene da Palestrina che in quel momento era tornata alleata di Roma.Conosciamo anche il nome del fabbricante "Novios Plautios",che non ha certo un nome da romano di Roma,ma ci da una grande delucidazione su quella che doveva essere l'arte prodotta nei dintorni della futura sede dell'impero,influenze etrusche che guardano alla futura espansione.Ultima testimonianza di ciò che era arte molti secoli prima che Roma ne creasse una propria dalle caratteristiche inconfondibili che la renderanno tanto amata fino ai nostri tempi.
allora le mamme facevano regali per il matrimonio delle figlie proprio come oggi fanno le nostre.
La cista serviva per contenere gli oggetti da toilette e mi tocca particolarmente perchè mi ricorda l'amore che mia madre ha messo per i peparativi del mio recente matrimonio.
Sentimenti a parte la paticolarità storica sta nel fatto che questo è il primo in cui appare il nome di Roma,dato molto importante se pensiamo che è proprio in questi anni che Roma si sta estendendo al di fuori del suo territorio,e che la cista proviene da Palestrina che in quel momento era tornata alleata di Roma.Conosciamo anche il nome del fabbricante "Novios Plautios",che non ha certo un nome da romano di Roma,ma ci da una grande delucidazione su quella che doveva essere l'arte prodotta nei dintorni della futura sede dell'impero,influenze etrusche che guardano alla futura espansione.Ultima testimonianza di ciò che era arte molti secoli prima che Roma ne creasse una propria dalle caratteristiche inconfondibili che la renderanno tanto amata fino ai nostri tempi.
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venerdì 21 ottobre 2011
michelangelo,il vero genio
Con questo torso,Michelangelo ha dato prova del suo vero genio.
La sua arte,sta nella sua idea di questa:questo torso venne rinvenuto a Campo de' fiori nelle condizioni che vediamo e Papa Giulio II gli chiese di lavorare sull'aggiuta delle braccia e gambe,Michelangelo si rifiutò di lavorare su ciò che per lui era già un capolavoro e lo lasciò così,traendo da esso ispirazione per i torsi della successiva cappella sistina.E da qui nasce il concetto del "non finito" in Michelangelo,ovvero l'intaccabilità della perfezione di un'opera com'è senza pregiudizio di bello o brutto,ma con l'accettazione di ciò che è.
Questo conferma che l'artista non lo fa la soltanto la bravura tecnica, quanto l'elevato estro dei suoi pensieri.
La sua arte,sta nella sua idea di questa:questo torso venne rinvenuto a Campo de' fiori nelle condizioni che vediamo e Papa Giulio II gli chiese di lavorare sull'aggiuta delle braccia e gambe,Michelangelo si rifiutò di lavorare su ciò che per lui era già un capolavoro e lo lasciò così,traendo da esso ispirazione per i torsi della successiva cappella sistina.E da qui nasce il concetto del "non finito" in Michelangelo,ovvero l'intaccabilità della perfezione di un'opera com'è senza pregiudizio di bello o brutto,ma con l'accettazione di ciò che è.
Questo conferma che l'artista non lo fa la soltanto la bravura tecnica, quanto l'elevato estro dei suoi pensieri.
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Torso del Belvedere
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giovedì 20 ottobre 2011
Veermer il pittore dei sentimenti ancora attuali
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| Lattaia 1657–1658 |
Non so se è stata la bravura del professore di storia dell'arte moderna a trasmettermi tanta ammirazione per Veermer,ma ogni volta che ho un suo quadro davanti,non posso fare a meno di rimanere persa di fronte alle sue opere.
E' proprio il tempo il soggetto invisibile dei suoi quadri,un tempo immobilizzato,reale,che ci da una descrizione dettagliata del momento che attraverso i colori vibra di accenti bizantini.
Veermer per me è il pittore dell'intimo femminile,uno dei pochi che riesce a vedere il mondo attraverso i nostri occhi,e che ha colto le nostre emozioni fermandole quattro secoli fa ma rendendole ancora attuali,ancora nude ai nostri cuori pieni di emozioni,le stesse che vissero le donne che ha dipinto all'interno delle loro case borghesi,in cui i loro segreti sono ancora custoditi nei dettagli dei suoi quadri.
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Veermer
Sono una guida turistica e CEO del Tour Operator Italian art tours grazie al quale organizzo viaggi in Italia per clienti da tutto il mondo. Sono laureata in Beni culturali per operatori del turismo, mi piace scrivere di arte e storia legate a Roma.
Appassionata di storia dell'arte.
tania@italianarttours.com
mercoledì 19 ottobre 2011
Marco Ulpio Traiano
Dedico questa descrizione ad uno degli imperatori più celebrati per ingegno militare e umanità,in uno dei momenti più felici dell'impero romano sia per estensione geografica che per stabilità politica:Marco Ulpio Traiano.
In particolare,mi soffermo sulla descrizione della colonna a lui dedicata,nel suo omonimo foro nel 113.La particolarità della colonna è nel fatto che conteneva le ceneri dell'imperatore nel suo basamento,ma soprattutto,costituisce uno dei punti d'apice dello sviluppo di un'arte propriamente romana,è infatti qui,nel foro di Traiano che troviamo un punto d'arrivo nella stroria dell'arte romana,non più legata all'ellenismo,atticismo o modelli etruschi,ma per la prima volta vediamo un linguaggio "suo",del tutto individuale nel linguaggio dell'impero,che non guarda più alle precedenti lezione,nè si rifà ad un'arte di propaganda come fu durante il principato di Augusto.
Ciò che più mi colpisce nell'analisi del fregio,è che tra le tantissime scene,piene di varietà e mai ripetitive tra l'altro,c'è un elemento nuovo,un elemento che non si era mai trovato prima di Traiano:l'elemento umano.
La colonna narra i momenti della campagna dacica che portò le truppe romane alla conquista di un altro territorio al di là dell'Adriatico,in pratica è la storia di una guerra e nonostante ciò,il linguaggio non è scontato nè ripetitivo (il fregio è lungo 200 m),ma anzi trova nuove iconografie e una nuova rappresentazione dell'imperatore,colto nel momento del discorso alle truppe,di incoraggiamento a Sura,che non vogliono elevare il pricipe soltanto a figura di vincitore,ma soprattutto a quello di uomo di valore,pronto a donare la propria vita in guerra,dando dignità ai vinti e rappresentando anche il loro dolore nella perdita della loro patria.Forse è questa la potenza delle immagini:l'impatto che hanno su di noi,a distanza di duemila anni,di raccontarci pregi e difetti di un popolo che ha diffuso la propria lingua,leggi,usanze,religione in Europa,Africa,Asia senza retorica o moralismi,ma con la semplicità di un fregio scolpito su un marmo di secondo secolo che oggi come allora ci fa rivivere ed entrare nella storia di quegli uomoni che erano soldati,prigionieri,generali o imperatori,ma tutti con la stessa dignità di essere ricordati.
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Marco Ulpio Traiano
Sono una guida turistica e CEO del Tour Operator Italian art tours grazie al quale organizzo viaggi in Italia per clienti da tutto il mondo. Sono laureata in Beni culturali per operatori del turismo, mi piace scrivere di arte e storia legate a Roma.
Appassionata di storia dell'arte.
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lunedì 17 ottobre 2011
Caspar David Friedrich
Non si può non amare questo pittore romantico, tra i paesaggisti tedeschi che si esprime attraverso l'uso del simbolismo.Forse ancora più conosciuto è il suo "Viandante sul mare di nebbia",ma per me questo "Mare di ghiaccio" è in assoluto il suo apice.
Il quadro è contornato di simboli:la barca corrisponde alla sete di conoscenza umana che rimane incagliata nell'immensità di Dio (il ghiaccio).Tutto è lì per ricordarci che per quanto ci sforziamo di arrivare alla Verità assoluta,non siamo niente di fronte alla grandezza di Dio.
Ma forse quello che più mi piace in questo quadro è il dinamismo con il quale le lastre sono messe l'una sull'altra,come onde del mare,ma allo stesso tempo bloccate nella loro plasticità che ne danno un senso di mondo parallelo,irreale come è irreale il tentativo umano di arrivare a Dio.
Sono una guida turistica e CEO del Tour Operator Italian art tours grazie al quale organizzo viaggi in Italia per clienti da tutto il mondo. Sono laureata in Beni culturali per operatori del turismo, mi piace scrivere di arte e storia legate a Roma.
Appassionata di storia dell'arte.
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sabato 15 ottobre 2011
Gente (galleggiante) di mare
Gente che si preoccupa degli affari tuoi
Gente che non sa occupare il proprio tempo e così riempie il tuo di inutilità
Gente che invece di rilassarsi vorrebbe che t'irritassi (ie piacerebbe)
Gente che non sa occupare il proprio tempo e così riempie il tuo di inutilità
Gente che invece di rilassarsi vorrebbe che t'irritassi (ie piacerebbe)
Gente che crede che il mondo giri nella propria direzione e perciò ti indica la "sua" strada che ovviamente non seguirai
Gente che non sarà mai al tuo livello e per quanto salti per arrivarci,continua solo a galleggiare...
Sono una guida turistica e CEO del Tour Operator Italian art tours grazie al quale organizzo viaggi in Italia per clienti da tutto il mondo. Sono laureata in Beni culturali per operatori del turismo, mi piace scrivere di arte e storia legate a Roma.
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